Telecamere in campo: l'agricoltura impara a guardarsi meglio
Non solo dispositivi di sorveglianza, ma veri e propri strumenti operativi: le telecamere installate in stalle, magazzini o direttamente sui macchinari, permettono di monitorare aree difficili da controllare, individuare punti ciechi e seguire fasi delicate delle lavorazioni. Le soluzioni wireless sono oggi le più diffuse per flessibilità e rapidità di installazione, ma in contesti dove affidabilità e continuità sono fondamentali il collegamento cablato resta ancora la scelta più sicura. In questo articolo ti guidiamo tra le principali applicazioni delle telecamere in agricoltura e le differenze tra sistemi wireless e cablati, per aiutarti a scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze.
Categorie di telecamere
Ad oggi, le telecamere in ambito agricolo si possono ricondurre a due grandi categorie: quelle pensate per l’operatore (telecamere di visione o controllo) e quelle al servizio della macchina (telecamere per uso agricolo).
Le prime includono le telecamere di controllo, installate su edifici, stalle, ovili e ricoveri per animali e le telecamere di visione, montate su trattori e attrezzature, utili per migliorare la visuale durante il lavoro e ridurre i punti ciechi.
Le seconde sono integrate direttamente nelle macchine agricole e dialogano con i sistemi digitali di bordo. In questo caso la telecamera diventa un sensore vero e proprio: controlla processi, fornisce dati agli algoritmi e supporta funzioni automatiche come ad esempio monitorare il flusso della granella in una mietitrebbia per individuare rotture evitando perdite di prodotto.
Altre tipologie di telecamere riguardano il controllo della qualità delle lavorazioni, la selezione dei frutti maturi sulle macchine da raccolta o la gestione dei bracci robotizzati nelle sale di mungitura automatica.
Le telecamere tridimensionali o stereoscopiche, infine, rappresentano gli occhi delle macchine autonome, permettendo loro di leggere l’ambiente circostante e di muoversi in sicurezza evitando ostacoli.
Telecamere di visione o controllo
Le telecamere di visione o controllo sono pensate per supportare direttamente l’operatore e vengono installate su edifici o in spazi aperti per monitorare aree aziendali sensibili.
Questi dispositivi sono generalmente dotati di visione notturna e sensori di movimento, che ne attivano la registrazione quando viene rilevata un’attività nel raggio d’azione: in questo modo è possibile ottenere immagini chiare anche in condizioni di scarsa illuminazione.
Oltre alla funzione di protezione della proprietà agricola, le telecamere di controllo si rivelano utili per individuare la presenza di animali selvatici, come cinghiali o lupi, e per tenere sotto osservazione il bestiame. Molti modelli integrano un alloggiamento per scheda SIM, che consente l’invio delle immagini direttamente allo smartphone, permettendo un controllo costante anche a distanza.
Telecamere per uso agricolo
È probabilmente l’ambito di utilizzo più diffuso quando si parla di telecamere in agricoltura: installate sul trattore o direttamente sull’attrezzatura, supportano l’operatore in tutte le situazioni in cui la visibilità è limitata e il rischio di urti o danni aumenta.
Sono utili durante le manovre in spazi ristretti, come svolte agli incroci o ingressi in capezzagne particolarmente strette, ma semplificano anche operazioni quotidiane come l’aggancio di un attrezzo all’attacco a tre punti posteriore.
Le telecamere più utilizzate restano però quelle dedicate alla retromarcia: vengono montate su attrezzature ingombranti che limitano la visuale posteriore, come dumper, carri botte, spandiletame, presse quadre o rotopresse. In questi casi non solo facilitano le manovre, ma permettono anche di controllare ciò che accade dietro la macchina durante il lavoro.
Nelle presse, ad esempio, l’operatore può verificare direttamente dalla cabina la regolarità delle balle e individuare eventuali anomalie, come la rottura di uno spago o una legatura non corretta. Altre videocamere possono essere installate sui vagli delle raccoglitrici di bietole o patate, per monitorare la qualità della lavorazione e la presenza di terra nei flussi di prodotto.
Wireless o cablate?
Sui trattori di ultima generazione, le telecamere agricole sono spesso installate direttamente in fabbrica o in concessionaria, sono integrate nel monitor di bordo e si attivano in automatico, ad esempio all’inserimento della retromarcia.
Non tutti i mezzi in circolazione, però, dispongono di un sistema di visione integrato. Ad oggi è possibile equipaggiare qualsiasi trattore con una o più telecamere in modo rapido e con un investimento contenuto.
La tecnologia wireless, infatti, ha reso l’installazione estremamente semplice. Le moderne telecamere agricole sono senza fili e alimentate da batterie con un’autonomia di diverse decine di ore. Grazie ai supporti magnetici, si fissano in pochi minuti su qualsiasi superficie metallica. È sufficiente posizionare la telecamera nel punto desiderato, installare il display in cabina tramite l'apposita staffa e collegarlo all’alimentazione.
Uno dei principali vantaggi delle soluzioni wireless è la loro versatilità: una volta terminato un lavoro, la telecamera può essere rimossa e montata su un’altra macchina.
Le soluzioni wireless però non convincono tutti: richiedono di gestire la ricarica delle batterie, in caso di urti contro rami o altri ostacoli, una telecamera fissata con supporto magnetico può spostarsi o staccarsi e anche la qualità del segnale non è sempre garantita, soprattutto in presenza di attrezzature di grandi dimensioni realizzate interamente in acciaio.
In queste situazioni, le telecamere agricole con connessione cablata restano una soluzione affidabile. Richiedono tempi di installazione più lunghi, perché il cavo deve essere fatto passare lungo l’attrezzo e fino alla cabina del trattore, e risultano meno pratiche da spostare da una macchina all’altra.
In compenso, non necessitano di ricarica e garantiscono un segnale stabile e continuo, senza ritardi, interruzioni o perdite di connessione. Una scelta che privilegia l’affidabilità e permette di lavorare con maggiore tranquillità, anche nelle condizioni più impegnative.
Dal punto di vista costruttivo, sia le telecamere wireless che quelle cablate sono progettate per lavorare in condizioni difficili: resistono alle vibrazioni, sono completamente impermeabili e dotate di corpi stagni, spesso riempiti di azoto, con vetro riscaldato per prevenire la formazione di condensa. I monitor in cabina possono gestire fino a quattro telecamere contemporaneamente, offrendo una visione completa dell’area di lavoro.
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